Studio odontoiatrico: autorizzazione, scia o libero esercizio

Il decreto del Presidente della Giunta regionale 17 novembre 2016 n. 79R, regolamento di attuazione della legge regionale 5 agosto 2009 n. 51, pubblicato sul BURT n. 52 del 23.11.2016, stabilisce, all’art. 15, che gli Studi odontoiatrici effettuano interventi nella branca odontostomatologica praticabili in anestesia loco regionale.

Gli studi odontoiatrici possono effettuare prestazioni invasive oppure prestazioni di minore invasività.

Sono considerate a minore invasività le procedure diagnostiche e terapeutiche che non comportano apertura chirurgica delle sierose, che hanno un rischio statisticamente trascurabile di complicazioni infettive e/o immediate e che non comportano un dolore post operatorio significativo.  

pdf Estratto regolamento 17 novembre 2016 n 79R (156 KB)

Gli studi odontoiatrici che seguono procedure a bassa invasività sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e devono essere in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi generali di cui all’allegato C.

pdf Requisiti studi soggetti a scia (129 KB)

Sono considerate prestazioni invasive le prestazioni chirurgiche, le procedure diagnostiche di particolare complessità o che comportino un rischio per il paziente, le procedure di diagnostica strumentale non complementare all’attività clinica che effettuino servizio di refertazione per terzi e gli interventi che necessitano di anestesia totale.

Gli studi che effettuano prestazioni ad alta invasività sono soggetti ad autorizzazione, pertanto devono essere in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi di cui all’allegato C.

pdf Requisiti studi soggetti ad autorizzazione (292 KB)

Gli studi odontoiatrici che effettuano solo visite o diagnostica strumentale non invasiva complementare all’attività clinica possono esercitare in forma libera quindi senza autorizzazione né scia.

Il titolare di uno studio professionale deve comunicare tempestivamente al comune del luogo nel quale è ubicato lo studio, mediante modalità telematiche, ogni variazione che possa essere sopraggiunta rispetto a quanto dichiarato ai fini del conseguimento dell’autorizzazione o della segnalazione certificata di inizio attività, la temporanea sospensione dello studio se di durata superiore a sei mesi e la definitiva cessazione dell’attività.

Gli studi professionali associati devono comunicare tempestivamente al comune ogni variazione intervenuta nella composizione dell’associazione.

Ulteriori delucidazioni sui requisiti minimi si trovano sul manuale operativo emanato dalla regione il 26.07.2017.

pdf Manuale completo per i requisiti di esercizio (168 KB)

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